Modello in gesso del dente compromesso, visione dall’alto.

Talvolta nella pratica clinica capitano dei casi che sono al limite del recupero dell’elemento, dove le linee guida suggerirebbero l’avulsione. Queste situazioni possono accadere per svariati motivi e la scelta del clinico diventa un’attenta valutazione se è più conveniente conservare l’elemento o sostituirlo con un impianto.

Modello in gesso del dente compromesso, visione dal fianco.

La situazione che vi mostro è appunto uno di questi casi in quanto la radice residua è stata precedentemente trattata da un punto di vista endodontico ed è stato confezionato un perno metallico fuso su cui era allocata una corona.

Il precedente lavoro è fallito ed ha lasciato una radice dove il tessuto dentinale interno è stato seriamente sacrificato per creare l’alloggiamento del manufatto, a nostro parere in maniera davvero troppo disinvolta.

Perno in fibra del commercio.

Il rischio nel confezionare un nuovo manufatto metallico usato come perno è che la struttura residua del dente è davvero esigua e dato i due differenti moduli di elasticità, di dentina e metallo, gli sforzi masticatori porterebbero ad una sicura frattura della radice. D’altronde l’uso di un perno in fibra di vetro, che possiede un modulo di elasticità circa pari a quello della dentina, si dimostrava impossibile dato che non esiste in commercio un perno in fibra di vetro capace di adattarsi alla cavità interna del dente cosi malridotto.

Stratificazione del composito.

Abbiamo optato per cercare di salvare la radice che appariva comunque sana da un punto di vista endodontico, ben sostenuta da osso e con una ferula, cioè un bordo fuori dalla gengiva, sufficiente ad essere chiuso dal margine di una corona.

In pratica abbiamo sviluppato un modello in gesso su cui è stato progressivamente adattato un perno in fibra di vetro del commercio con successive aggiunte di composito fino ad ottenere un perno personalizzato e perfettamente adattato allo spazio disponibile.

Questo, una volta cementato all’interno della radice, ci ha permesso di realizzare una corona in ceramica.

Segue le fasi finali del confezionamento.

Perno in fibra di vetro con composito aggiunto.
Stratificazione composito per la realizzazione della corona del moncone.

 

 

 

 

 

 

 

 

Perno completato da rifinire.
Perno adattato e rifinito pronto per la cementazione.

 

 

 

 

 

 

 

Dott. Jacopo Cioni

 

 

Risoluzione di un caso limite con perno in fibra.
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Un pensiero su “Risoluzione di un caso limite con perno in fibra.

  • 30 maggio 2018 alle 15:10
    Permalink

    La ringrazio per la condivisione di questo caso e della sua risoluzione. Molto interessante. Un saluto.

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