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PERCHE’ QUESTA PAGINA WEB

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PERCHE’ QUESTA PAGINA WEB

 

Questo sito Web dentista in rete ( www.dentistainrete.it ) nasce per fornire informazioni al pubblico su un argomento specifico, la bocca e gli organi ad essa relativi. Il sito è legato al nostro studio dentistico in Firenze.

Spesso argomenti in campo medico sono trattati in maniera sin troppo professionale, con dovizia di particolari e parole di lessico complesso, risultando quindi di difficile comprensione per un pubblico inesperto in materia.

Viceversa il tentativo di semplificare determina molto spesso fraintendimenti e mal interpretazioni.

Il sito è dedicato a tutte le persone che hanno bisogno d’informazioni il più chiare possibili, usando termini più comprensibili possibile.

Questa esposizione molto poco professionale agli occhi di un collega sembrerà impropria ma ciò non ha importanza non è certo il medico o l’odontoiatra che hanno bisogno di queste informazioni.

La veste che si conferisce al sito è volutamente così, semplice e diretta un serie di domande e risposte.

Vi invito quindi a mandare le domande all’indirizzo mail info@dentistainrete.it ; le mail saranno pubblicate con una risposta il più esauriente possibile e per comodità dell’utente verrà fornita una risposta anche via mail.

E’ doveroso inoltre chiarire alcuni punti:

1) questo sito non ha nessun scopo di lucro.

2) per doverosa informazione, si ricorda che la visita medica effettuata dal proprio medico abituale rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico. I consigli forniti in questo sito web devono essere intesi semplicemente come suggerimenti di comportamento.

3) verificate sempre che il vostro dentista sia regolarmente laureato e non sia un abusivo che esercita impropriamente. Cercate sul sito degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri al sito www.fnomceo.it nella rubrica cerca un medico e cerca un dentista.

4) In considerazione della particolare delicatezza degli argomenti trattati si suggerisce di non inviare dati personali. Ne caso questo avvenga i dati saranno eliminati nella pubblicazione. Immettere dati sensibili nette a rischio l’utente ad una possibile individuazione da parte del lettore. Il presente sito web non necessita di nessuna registrazione proprio per evitare rischi in tal senso. Tutto questo a tutela degli utenti secondo la legge sulla privacy. Quindi si raccomanda:

- Di non inserire dati personali.

- Di evitare durante la descrizione della propria esperienza o nel descrivere il  proprio stato di salute di inserire riferimenti a luoghi, persone, circostanze e contesti che consentano anche indirettamente di risalire alla propria identità.

- Porre attenzione sull’opportunità di pubblicare o meno foto o video che consentano di identificare o rendere identificabili persone e luoghi.

- Prestare particolare attenzione alla possibilità di inserire nei propri interventi dati che possano rivelare anche indirettamente l’identità di terzi quali altre persone accomunate all’autore della mail.

- L’autore del sito rende noto che i messaggi mail ricevuti sia che abbiano una risposta o meno che siano pubblicati o meno saranno conservati solo per il tempo necessario e poi cancellati.

- Non saranno assolutamente pubblicati indirizzi mail degli utenti e se conservati lo sono solo come riferimento della richiesta fatta.

Dott. Jacopo Cioni

Jacopo


Un centrale con radice perforata

Un centrale con radice perforata.

 

La paziente si presenta in studio per un problema all’elemento 1.1, cioè il centrale superiore di dx.

La storia clinica di questo centrale comincia all’età di 8 anni quando per un evento accidentale si frattura. Il dentista all’epoca devitalizza il dente e lo ricostruisce in composito. La paziente oggi di 30 anni non è disturbata dall’aspetto estetico del centrale, francamente non bellissimo e più scuro del contro-laterale, ma dal fatto che vestibolarmente il dente presenta una perdita continua di materiale e al disopra di esso è presente una fistola.

1.1 fistolaLa foto non è eccellente, ma si può notare il centrale di dx più scuro, il gemizio a livello del colletto e la fistola alta nel fornice.

 

 

 

 

 

Si procede aprendo un accesso sulla faccia palatale del dente sino a ritrovare la camera pulpare.

Il dente non presenta una terapia canalare congrua, anzi data la totale assenza di materiale di riempimento si sospetta che non sia stata eseguita nessuna terapia canalare o al massimo il canale sia stato riempito con idrossido di calcio che con il tempo si è riassorbito.

 

 

3 centrale fratturatoNella realtà la terapia canalare era stata tentata in quanto dopo una prima esplorazione si capisce che la radice è perforata lateralmente. Probabilmente il dentista nel tentativo di trovare il canale si è approfondito troppo con la fresa perforando la radice. Viene introdotto un cono di guttaperca che fuoriesce dalla perforazione e, come si evidenzia nella foto, fuoriesce dal tragitto fistoloso.

2 fistola su centrale

Viene recuperato il canale originale e scattata un’altra radiografia a conferma del  nostro corretto posizionamento.

4 centrale fratturato canale all'apiceSi nota in questa radiografia come la posizione del cono di guttaperca è centrale ed arrivi fino all’apice radicolare rispetto alla precedente dove il cono piegava sul fianco per uscire dalla perforazione.

 

 

 

 

 

 

La dimensione della perforazione e la localizzazione abbastanza coronale ci hanno fatto optare per una sigillatura della perforazione stessa con MTA e poi a distanza di alcuni giorni sigillare il canale con tecnica a caldo mediante guttaperca.

5 dopo chiusura con MTA

 

Viene eseguita una radiografia per valutare la chiusura mediante MTA, evidenziata nell’Rx da un tappino bianco.

 

 

 

 

6 post chiusura2

 

Una nuova Rx è stata scattata a distanza di pochi giorni topo il termine della terapia canalare per valutare la corretta chiusura endodontica.

 

 

 

 

 

Dott. Jacopo Cioni

Jacopo


Attenzione che il tuo dentista sia un dentista

Attenzione che il tuo dentista sia un dentista

Uno dei fenomeni che si verificano in Italia è quello di osservare la presenza sovente di operatori sanitari che non hanno le qualifiche per il lavoro che svolgono. Questo fenomeno è molto esteso in campo dentistico. Per un totale di 45.000 dentisti in Italia sembra ci siano 30.000 abusivi, cioè persone che non hanno i titoli di studio per operare in questa disciplina medica.

Il paziente incosciamente può affidarsi a queste persone senza saperlo, rischiando la propria salute sia a livello orale che sistemico dato che molto spesso queste persone non adottano i corretti protocolli per la prevenzione delle infezioni crociate mettendo a rischio i pazienti stessi di essere infettati con l’epatite B o C o anche con l’HIV il virus dell’AIDS.

Spesso le persone considerano il dentista una professione avulsa dalla medicina ma non è così. Operare in campo odontoiatrico comporta gli stessi rischi che in qualsiasi campo della medicina e ha influenze sistemiche e locali anche molto gravi. Il dentista è un medico che si occupa di un settore specifico e con conoscenze specifiche e generali che un abusivo non è in grado di avere dato che ha saltato il percorso di studio necessario.

Esistono dei pazienti che consci di essere curati da un abusivo lo preferiscono ad un laureato e competente medico, spesso lo fanno credendo che i costi siano inferiori o che l’abilità si giudichi solo da alcuni parametri quali la parlantina e la simpatia, ma il costo biologico e anche monetario per grossolani errori si paga a distanza di alcuni anni.

Molti colleghi ritengono che sia un fenomeno che alla fine ci permette di guadagnare di più dato che questi pazienti prima o poi si presenteranno da noi con gravi danni per cui dovranno pagare per una risoluzione. Lo ritengo un pensiero sbagliato perchè il primo dovere di un medico è non nuocere e rendere edotti i pazienti sul rischio che corrono a farsi curare da chi non è competente è un modo per impedire che i pazienti stessi nuocciano a se stessi.

Vi fareste curare da questo signore?

dentista strada

No?

Bene, allora controllate sempre che il dentista da cui andate sia laureato, ha l’obbligo di esporre la laurea e l’abilitazione, ma per maggior sicurezza controllate al sito web dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri se chi vi cura è davvero un medico.

Controlla adesso: Ordine dei Medici e degli Odontoiatri

Se ti accorgi che chi ti ha curato sino ad adesso non è un vero dentista denuncialo ai Carabinieri o ad i NAS e ricorda che puoi non pagarlo in quanto non ne ha il diritto e se ha determinato dei danni puoi denunciarlo per farti rifondere i danni subiti.

Dott. Jacopo Cioni

Jacopo


Come lavare i denti

Come lavare i denti

Il corretto spazzolamento è la base della prevenzione delle malattie della bocca.

E’ molto importante rimuovere la placca dentale perchè questa è alla base di molti processi patologici che affliggono la nostra bocca. Sia la carie che la malattia paradontale sono causate dalla placca batterica. 

La placca batterica è una sostanza appiccicosa formata da residui alimentari e microrganismi (soprattutto batterei ma anche virus e funghi) che si stratifica sia sui denti che sulle gengive, è quindi importante che lo spazzolamento non si limiti solo ai denti, ma coinvolga anche le gengive e la lingua.

La carie si genera perchè i batteri si nutrono dei residui alimentari e hanno come prodotto di scarto un acido (acido lattico) che causa una decalcificazione dello smalto. Questa demineralizzazione dello smalto provoca un indebolimento e una penetrazione della carie. Nella malattia paradontale i batteri sono responsabili di una infiammazione gengivaria che induce una risposta immunitaria, il combattimento fra le nostre cellule e i batteri portano a danni al legamento paradontale dei denti e all’osso dove sono allocati.

Gli strumenti atti ad una buona igiene domiciliare sono stati riportati in questo articolo: LEGGI L’ARTICOLO

Una buona igiene orale necessita di tempo, uno spazzolamento che dura meno di 2 minuti non sarà efficace e non importa quante volte al giorno si lavano i denti se vengono lavati male. Meglio lavarli una volta in meno ma in maniera corretta. I corretto protocollo vorrebbe un lavaggio ogni qualvolta si mangi qualcosa ma il lavaggio corretto dopo i tre pasti principali è sufficiente ad una buona igiene orale.

In posizione eretta davanti allo specchio si tiene il braccio in posizione orizzontale. Il movimento corretto è una rotazione dell’avambraccio in maniera da muovere lo spazzolino con una rotazione analoga. Quindi, posizionate le setole sulla gengiva ed eseguite la rotazione verso il dente poi riposizionate lo spazzolino di nuovo sulla gengiva del dente successivo e ripetete l’operazione. Come zappettare. Lo stesso movimento deve essere ripetuto su tutte le superfici, davanti e dietro. Solo la parte triturante verrà lavata in maniera diversa con un movimento avanti e indietro in maniera da pulire bene i solchi.

spazzolamento

Tutte queste operazioni devono essere fatte per pulire ogni superficie dei denti e delle gengive e possono, anzi devono essere ripetute più di una volta. Ecco perchè essere sotto i due minuti di tempo indica un lavaggio scorretto.

spazzolamento 2

Terminato di lavare i denti si esegue uno sciacquo vigoroso con acqua o colluttorio, ricordiamo sempre che l’acqua deve essere tiepida, sia per veicolare meglio il fluoro contenuto nei dentifrici sia per non traumatizzare lo smalto con sbalzi termici inutili.

Il raschia-lingua è uno strumento che permette di rimuovere la placca dalla lingua e si usa come potrebbe essere usato un rastrello, appoggiandolo sulla parte posteriore della lingua e strusciandolo verso la punta.

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Passiamo al filo interdentale

Il filo interdentale molto spesso viene usato in maniera impropria, si pensa che introdurlo fra dente e dente ed estrarlo, magari più di una volta, sia il suo corretto uso. Questo è sbagliato non solo perchè non si rimuove bene la placca batterica ma anche perchè l’uso violento può danneggiare la papilla sottostante.

Il filo interdentale deve essere introdotto delicatamente fra dente e dente e poi lo si deve orientare in maniera da abbracciare la superficie del dente da pulire, al quel punto si estrae lentamente. Si introduce nuovamente nello stesso spazio e si abbraccia la superficie del dente accanto. Questa operazione deve essere ripetuta su ogni superficie interdentale.

 

filo interdentale 2

Da ricordare sempre che il filo è monouso, una volta usato va gettato e lo spazzolino deve essere sostituito ogni qualvolta si evidenzi un cedimento delle setole e comunque sempre ogni 3 mesi.

Dott. Jacopo Cioni

Jacopo


Strumenti per l’igiene orale domiciliare

Strumenti per l’igiene orale domiciliare

 

Spazzolino:

spazzolino Lo spazzolino è il primo strumento per una corretta igiene orale insieme al filo interdentale. Esistono svariati spazzolini alcuni veramente inutili e creati solo a scopo commerciale. Uno spazzolino deve essere comodamente impugnato, avere setole NON naturali ma sintetiche, possibilmente stondate nella parte terminale e di durezza non eccessiva. La testa dello spazzolino deve essere piccola per potersi muovere agilmente all’interno della bocca. Il manico possibilmente diritto o leggermente curvo per facilitare il movimento di spazzolamento.

 

Il filo interdentale:

filo interdentaleE’ uno strumento che ha lo scopo di rimuovere la placca batterica negli spazzi interdentali. Il suo uso è spesso tralasciato o frainteso. Tralasciato perchè richiede un minimo di tempo e di tecnica, frainteso perchè anche chi lo usa spesso ne fa un uso scorretto. I migliori fili interdentali sono privi di cera che può lasciare residui e ricoperti di una pasta contenente fluoro.

 

 

 

filo interdentale superflossUn tipo particolare di filo interdentale è il Superfloss, un filo dotato di una estremità più rigida di un tratto munito di una spugnetta e poi un segmento più lungo di filo tradizionale. Il suo uso è indicato sia per l’uso con protesi fisse sia con denti naturali. La parte più rigida permette di passare il filo nello spazio interdentale di un ponte e poi far scorrere la spugnetta che ha una maggiore capacità di rimuovere placca e residui alimentari. Il resto del filo può essere usata in modo tradizionale. Nei denti naturali è indicato per una miglior pulizia delle superfici di contatto tra un dente e l’altro specie quando tali contatti non sono strettissimi, come ad esempio in spacci conseguenti a patologia parodontale.


Scovolino interprossimale:

scovolinoE’ uno spazzolino di piccole dimensioni con forma cilindrica o conica. Il suo scopo è pulire lo spazio delle zone protesiche o anche su denti naturali quando i danni da parodontopatia hanno lasciato spazzi notevoli fra i denti stessi. Il suo uso è indicato anche in caso che queste retrazioni da parodontopatie abbiano lasciata scoperta la forcazione di denti pluriradicolati. Le zone protesiche dove può essere usato è sotto i ponti o in zone poco accessibili come denti che supportano delle protesi removibili. Il suo uso è ottimo anche negli apparecchi ortodontici fissi in modo da passare tra un dente e l’altro e sotto il filo metallico o anche intorno alle parti dell’apparecchio. Non sostituiscono lo spazzolino tradizionale, ma aiutano ad eseguire una pulizia più approfondita nelle aree di difficile accesso.


Collutori:

colluttorioSono dei liquidi con base di acqua con aggiunti componenti vari secondo l’indicazione. Classicamente sono soluzioni alcoliche con principi attivi come il fluoro, sostanze aromatiche ecc. Questo tipo di colluttori sono quelli usati giornalmente come coadiuvanti all’igiene con spazzolino e filo. Esistono poi colluttori per usi specifici contenenti farmaci antinfiammatori da usarsi quando sussiste una infiammazione a livello orale o conseguentemente a piccoli interventi chirurgici. Altri colluttori contengono chemioterapici come ad esempio la clorexidina e sono indicati per pazienti con malattie paradontali e possono essere usati solo per periodi relativamente brevi 7-15 giorni.


Rivelatori di placca:

rivelatore di placcaSono confezionati in forma di pastiglie o di liquidi, il loro scopo è di visualizzare, con una colorazione intensa le aree dove si accumula la placca dentale, cioè i batteri. Sono consigliate ai pazienti che hanno problemi nell’eseguire l’igiene domiciliare o per i bambini in modo da indurli ad eseguire le manovre corrette per l’igiene orale.

 

 

 


Idropulsori:

idropulsore

 

 

Sono apparecchi con un serbatoio di acqua e di beccucci che emettono un getto forte di acqua per detergere i denti. Trovano la loro utilità per la rimozione grossolana dei residui di cibo, ma soprattutto possono essere utili in pazienti con patologie parodontali per ossigenare le tasche. Possono essere aggiunti colluttori insieme all’acqua.

 

 

Spazzolini elettrici:

spazzolino elettricoNon danno un risultato migliore rispetto agli spazzolini manuali, ma possono essere molto utili in persone che hanno difficoltà nell’eseguire i corretti movimenti con gli spazzolini tradizionali. Un uso non corretto può determinare seri danni sia alle mucose che ai denti. I moderni spazzolini elettrici sono molto efficaci ed hanno presidi per ridurre i rischi.

 

Raschia-lingua:

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Il raschia-lingua è uno strumento per pulire la superficie della lingua dai batteri presenti in maniera da diminuire la carica batterica presente in bocca.

 

 

Dott. Jacopo Cioni

Jacopo

 


Abusivismo Odontoiatrico

Il Capitano del N.A.S. Sergio Tirrò intervistato nella trasmissione Geo & Geo ci parla dell’abusivismo Odontoiatrico e dei rischi per la salute ad esso correlati.

verificate sempre che il vostro dentista sia regolarmente laureato e non sia un abusivo che esercita impropriamente. Cercate sul sito degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri al sito www.fnomceo.it nella rubrica cerca un medico e cerca un dentista.


Ritrattamento di due denti compromessi.

Il paziente si presenta in studio lamentando un dolore e una infiammazione gengivaria in regione 26, cioè al primo molare superiore sx. Ad un esame obbiettivo si evidenzia una carie destruente del 2.6 allocato sotto una ponte che si estendeva anche sugli elementi 2.5 e 2.4. Eliminato il ponte si eseguiva Rx.

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Si evidenzia che l’elemento 2.6 ha una forte compromissione che coinvolge l’intera corona dell’elemento e contemporaneamente si accerta un trattamento endodontico incongruo sia dell’elemento 2.6 che dell’elemento 2.4.

Rimossi i perni dall’elemento 2.4 si trattano entrambi gli elementi mediante terapia endodontica corretta.

dopo 1

Si esegue nuova radiografia appena terminata la nuova chiusura endodontica per valutare la correttezza del sigillo ottenuto confermato anche da leggere fuoriuscite di cemento.

I due denti trattati sono stati ricostruiti mediante l’uso di perni in fibra e finalizzati con tre corone singole al posto di un ponte di tre elementi che univa i tre denti fra loro senza una reale necessità aumentando la ritenzione del cibo e complicando le manovre di igiene orale.

La terapia endodontica è una disciplina difficile ma è imprescindibile per ottenere una buona finalizzazione protesica e il mantenimento dei denti in arcata.

Dott. Jacopo Cioni


Il tema di una piccola paziente

Una piccola paziente mi ha regalato un suo tema che pubblico volentieri. La bimba ha 12 anni e la prima volta che è stata vista in studio aveva 8 anni. Un grazie a R.

 Il dentista mi fa paura?

bambinaQuando avevo 8 anni mi è spuntata una carie, facevo di tutto per non farla notare perché non volevo andare dal dentista. Un giorno mentre mangiavo la bistecca ho preso l’osso e ho fatto uno strillo, mio padre mi ha guardato la bocca e ha visto una chiazza nera, ha detto: ”Tesoro hai una carie dobbiamo andare dal dentista”. Papà ha telefonato. L’appuntamento era fissato. Il giorno dell’appuntamento siamo andati all’indirizzo e entrando ci hanno dato il benvenuto e ci hanno fatto sedere nel salone d’aspetto. Dopo 10 minuti siamo entrati nell’ambulatorio. Il dentista si chiama Jacopo portava un paio di occhiali e aveva il pizzetto, era cicciotto e mi faceva ridere, naturalmente mi sono trattenuta. Lui mi ha chiesto il nome, ma poi mi chiamava con altri nomi inventati e lui faceva varie battute molto divertenti, ancora le racconto a dei miei amici. Durante la rimozione della carie non sentivo niente e il dentista continuava a farmi ridere e poi mi diceva ferma! Ma come facevo a stare ferma se mi faceva ridere?. Alla fine Papà ha pagato e io tutta contenta sono uscita dallo studio, il dente non mi faceva più male!. Dopo cena sono andata in bagno per lavarmi i denti, ci ho pensato e ho deciso di non lavarli volevo un altra carie! R.

Cara la mia R. visto che hai deciso di non lavarti i denti ci vedremo di nuovo molto presto e allora si che ti rincorro se trovo i denti sporchi!! Il tuo amico Jacopo.


Una cisti follicolare di grandi dimensioni

Una cisti follicolare di grandi dimensioni

 

La paziente si è presentata in studio per un dolore e un gonfiore localizzato all’angolo mandibolare interno di sx. All’anamnesi si identificava un ascesso drenante e l’assenza del 3.8, il dente del giudizio. La paziente riferiva di non aver mai avuto in arcata il 3.8 e di non averlo mai estratto. I test di vitalità sui denti 3.7 e 3.6 risultavano positivi, cioè i denti erano vitali e quindi era improbabile che potessero essere responsabili dell’ascesso in corso.

La paziente veniva sottoposta ad una terapia antibiotica per iniezione per 5 giorni e contemporaneamente veniva richiesta una ortopantomografia in urgenza per valutare la causa dell’ascesso.

A distanza di un paio di giorni la paziente torna in studio con una ortopantomografia.

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La panoramica dentale evidenzia una cisti di notevoli dimensioni che occupa interamente l’angolo mandibolare sx e buona parte della branca ascendente della mandibola. Si individua anche il 3.8 ritenuto e analizzato nella posizione si evidenzia che le radici del dente sono a livello osseo mentre la corona del dente è evidentemente all’interno della lesione cistica. Questo fa presupporre che si tratti di una ciste follicolare che nella sua espansione ha portato ad una apertura intraorale con successiva infezione, la sicurezza diagnostica è però possibile solo tramite istologia.

La paziente è stata invitata a prendere contatto con il reparto di chirurgia maxillo-faciale di Firenze ed è stata richiesta una tomografia computerizzata per approfondire la valutazione e fornire una traccia certa delle dimensioni e del rapporto con i tessuti circostanti al chirurgo.

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La tomografia conferma l’ipotesi cistica in quanto la lesione pur essendo espansiva conserva la compatta ossea mandibolare. Le principali complicanze chirurgiche dell’intervento sono i possibili rischi di danneggiamento del NAI, il nervo alveolare inferiore che porta la sensibilità proprio-cettiva e dolorifica dell’emimandibola, il danneggiamento del nervo linguale, la possibilità di una lesione dei nervi e vasi che alimentano il 3.7 e il 3.6 con conseguente necessità di intervento endodontico. Il rischio estrattivo per i denti 3.7 e 3.6 durante la fase chirurgica è alta se il chirurgo necessita di un accesso più ampio. Un altro rischio data l’esigua compatta ossea presente è la frattura mandibolare, rischio che si può concretizzare sia durante l’intervento sia nel post-operatorio.

La paziente si ripresenta in studio dopo l’intervento per un controllo; si evidenzia clinicamente un ottimo recupero della zona dell’intervento, lieve tumefazione, assenza di sintomatologia dolorosa, permanenza della vitalità degli elementi 3.7 e 3.6, nessuna ipo-sensibilità sensitiva del nervo linguale e NAI. Si richiede ortopantomografia per valutazione post-chirurgica.

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La OPT post-intervento mostra un’area in fase riparativa dopo l’exeresi chirurgica e si evidenzia ancora la cavità  ossea residua. Il rischio di frattura mandibolare è ancora alto e si invita la paziente ad una alimentazione prudente e molto morbida. Si rinvia la paziente a successivo controllo a distanza di 3 mesi.

Al controllo successivo si richiede una nuova OPT per valutare i progressi della guarigione ossea.

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Al secondo controllo la OPT mette in evidenza l’ottimo percorso di guarigione ossea e gli elementi dentari 3.7 e 3.6 al test risultano sempre vitali.

Dott.  Jacopo Cioni


Carie trascurate dal paziente

DSCN1922Spesso i pazienti tardano ad interpellare il proprio dentista, tralasciano piccoli problemi per poi ritrovarsi con grandi problemi. Nel momento che si ha anche solo il sospetto di una carie conviene muoversi il più velocemente possibile e farsi visitare per accertare se davvero sussiste un danno ad un dente e nel caso risolverlo altrettanto velocemente. Trascurare questa normale logica porta a conseguenze molto gravi, ne è un esempio questo paziente che per motivi di lavoro non ha mai trovato il tempo di farsi vedere arrivando a compromettere i denti in maniera irreparabile. Si noti come la carie ha completamente distrutto la corona del dente e si evidenziano le colonie batteriche che ricoprono i tre elementi. I tre denti sono stati estratti e sostituiti da due impianti su cui è stato sviluppato un ponte di tre elementi. La raccomandazione al paziente di mantenere una buona igiene orale e fare controlli frequenti per valutare sia gli altri elementi dentari sia i due impianti posizionati speriamo sorta effetto positivo.

Dott. Jacopo Cioni