Exeresi piccolo fibroma

Exeresi piccolo fibroma

di Jacopo Cioni

DSCN7732In una piccola paziente (13 anni) in cura presso il nostro studio per una terapia ortodonzia abbiamo notato lo svilupparsi di un fibroma. Questa lesione estroflessa si è sviluppata al davanti dell’angolo mandibolare di sx. Il fibroma è una delle lesioni più comuni della mucosa orale e consiste in una iperplasia reattiva del tessuto connettivo. Si tratta di una  neoformazione che può insorgere sulla mucosa di tutte le regioni del cavo orale (alveolare, palatina, linguale, superficie interna della guancia, ecc) e si osserva con maggiore frequenza tra i 40 e i 60 anni. Appare come un nodulo di volume assai variabile ed è normalmente di consistenza dura o elastica e di un colore rosa pallido. DSCN7737La superficie è liscia o lievemente granulare e la lesione può essere sessile o peduncolata. Sono lesioni che si ulcerano facilmente in seguito a traumi in questo caso possono evolvere in forme iperplastiche ed essere sintomatici, nella condizione non ulcerata risultano privi di sintomi. I traumi possono essere rappresentati da stimoli irritativi ripetuti per presenza di corpi estranei come protesi o tartaro o ancora per delle malocclusioni, cioè possono insorgere anche per traumi provocati dalla masticazione.

La terapia consiste nell’escissione chirurgica, una exeresi. Solo in rari casi si osserva una recidiva soprattutto se persiste l’irritazione cronica.

DSCN7745L’intervento chirurgico di rimozione è piuttosto banale. Si fa eseguire alla piccola paziente uno sciacquo con clolluttorio a base di clorexidina 0.2% o una soluzione di ipoclorito di sodio al 2% in modo da ridurre la carica batterica presente in bocca. Si esegue poi una anestesia locale con mepivacaina al 2% con vasocostrittoriDSCN7750,parte dell’anestetico è iniettato circostante alla lesione e parte nella lesione stessa. Con un clemmer si pinza la lesione in maniera da poterla sollevare e orientare secondo necessità operative. Con un bisturi lama 15 si incide alla base del peduncolo ruotando la lama intorno alla lesione stessa. Escissa la lesione si curetta il tessuto sottostante con un cucchiaino alveolare per rimuovere eventuali aderenze. La perdita di sangue è minima e facilmente controllabile con l’aspiratore. Si esegue poi una sutura dei lembi della ferita con uno o più punti staccati, i punti variano secondo la dimensione della lesione rimossa. Nel caso in oggetto sono stati messi due punti staccati con sutura 2/0 in seta.

In queste immagini si può osservare la lesione rimossa.

DSCN7743         DSCN7742

I consigli post operatori consistono principalmente in una attenzione a non strappare i punti durante la masticazione o la fonazione, l’uso per qualche giorno di collutorio a base di clorexidina 0.12% da tenere nella zona della ferita per 2/3 minuti in maniera da tenere bassa la carica batterica locale. Normalmente non è necessario, ma se ci fosse del fastidio post operatorio è sufficiente un controllo con un antiinfiammatorio blando.

Dott. Jacopo Cioni

Jacopo


Uso dell’ipoclorito di sodio in odontoiatria.

Uso dell’ipoclorito di sodio in odontoiatria.

di Jacopo Cioni

ipoclorito di sodio

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L’uso dell’ipoclorito in campo odontoiatrico è di vecchia data, è sempre stato usato, addirittura esistevano anche dei collutori a base di ipoclorito che poi sono stati ritirati dal mercato, non si capisce bene perchè, forse funzionavano.

L’impiego canonico dell’ipoclorito di sodio al 5,25% è nelle terapie endodontiche, viene infatti usato in alternanza con l’EDTA che è un chelante del calcio.

irrigazione canalareL’ipoclorito viene inserito nel sistema canalare durante la devitalizzazione per adempiere a due principali funzioni, la prima è quella disinfettante, la seconda è quella digestiva del materiale organico necrotico. Questi lavaggi sono fondamentali per ottenere un lume canalare deterso e quanto più disinfettato possibile.

E una buona prassi usare l’ipoclorito riscaldato a circa 37°C in quanto la reazione chimica digestiva e disinfettante viene potenziata.

ultrasuoni 2ultrasuoniUna attivazione migliore dell’ipoclorito si ottiene anche con strumenti subsonici che sfruttando l’effetto cavitazione e in parte mantenendo caldo l’ipoclorito i due effetti ne aumentano l’efficienza. Il procedimento consiste nel riempire il lume canalare di ipoclorito e poi introdurre uno strumento sub sonico nel sistema canalare e farlo agire per alcuni secondi, ripetendo anche più volte la procedura.

bisturi elettricoUn metodo non convenzionale ma risolutivo in situazioni di infezione massive che non recedono è usare l’ipoclorito in combinazione con un bisturi elettrico. La tecnica è la stessa descritta per lo strumento subsonico, ma in questo caso è il bisturi elettrico ad essere introdotto nel lume canalare. L’applicazione della differenza di potenziale generata dal bisturi elettrico determina una vaporizzazione dell’ipoclorito permettendogli di raggiungere gli anfratti più reconditi. Inoltre la corrente elettrica agisce con un effetto colliquazione sui tessuti periapicali infetti riducendo notevolmente i microrganismi vitali.

Un altro uso che si può fare dell’ipoclorito di sodio in campo operativo odontoiatrico è nella terapia chirurgia estrattiva. Infatti uno sciacquo con ipoclorito di sodio diluito in acqua al 6% prima dell’intervento permette di ridurre notevolmente la carica batterica presente in bocca. Questo procedimento è comunque consigliabile prima di qualsiasi manovra odontoiatrica in quanto si riduce la possibilità di infezioni dovute alle nostre manovre, cruente o meno.

DSCN7706Nel post estrattivo invece si può usare l’ipoclorito di sodio per una disinfezione locale. Il procedimento è fatto mediate del cotone strettamente arrotolato su di una pinzetta e imbevuto di ipoclorito di sodio. Il cotone è introdotto nell’alveolo sanguinate in maniera da disinfettare al meglio la sede. Questa procedura anche se non convenzionale e da pochi conosciuta permette di abbassare notevolmente la carica batterica locale e quindi di ridurre drasticamente i rischi infettivi e di alveoliti post-estrattive.

Altro uso è nella terapia delle carie, dopo l’asportazione del tessuto demineralizzato mediante ausili ruotanti si può con una pellet di cotone imbevuta di ipoclorito di sodio disinfettare la cavità in maniera da ridurre la carica microbica. I batteri dato la loro piccola dimensione possono penetrare nei tubuli dentinali facilmente, l’uso dell’ipoclorito riduce questa carica rendendo più sicure le manovre successive di otturazione.

disinfezioneAltri impieghi in odontoiatria sono per la disinfezioni delle superfici operative e per la disinfezione dell’unità operativa, il riunito odontoiatrico. E’ estremamente efficace nella detersione del sistema di aspirazione come anche nella detersione del sistema idrico del riunito che porta l’acqua ai vari strumenti operativi, ruotanti o meno. Si può impiegare anche nella pulizia del pavimento e di qualsiasi oggetto metallico, di vetro o di ceramica. Una buona disinfezione delle superfici operatorie è fondamentale nella prevenzione delle infezioni crociate. Si deve invece porre sempre la massima attenzione a non bagnare i vestiti se non vogliamo rovinarli.

Dott RuffiniEsistono poi innumerevoli usi farmacologici con l’uso dell’ipoclorito di sodio, un uso esterno in molte patologie sia odontoiatriche che dermatologiche. Questi studi sono stati approfonditi dal Dott. Gilberto Ruffini che ha pubblicato anche un libro in merito; vi rimando al suo sito web che è molto interessante da leggere. Metodo Ruffini

 Dott. Jacopo Cioni

Jacopo


Le infezioni crociate

Le infezioni crociate

di Jacopo Cioni

contaminazione seggiolino1Uno studio dentistico è un ambulatorio dove vengono praticate terapie mediche e chirurgiche e quindi soggetto a leggi ben precise per quanto riguardo la sicurezza sia in termini generali sia in termini biologici. Le infezioni crociate sono uno dei rischi che si corre in ogni ambiente medico e quindi l’odontoiatra che gestisce lo studio deve conoscere molto bene questo fondamentale aspetto delle infezioni crociate ed attrezzarsi per rendere il luogo sicuro contro il rischio biologico, cioè contro la trasmissione di infezioni.

Questa prevenzione si esplica mediante una serie di accorgimenti che vanno dall’uso di barriere fisiche alla disinfezione e alla sterilizzazione.

La terapia odontoiatrica espone operatori e pazienti a possibili infezioni crociate da parte di un elevato numero di microrganismi con caratteristiche differenti di morbosità e contagiosità.

Da una parte possiamo considerare le malattie esantematiche, infezioni dell’apparato respiratorio ed altre patologie trasmissibili caratterizzate da una bassa mortalità che, per quanto invalidanti, non rappresentano particolare fonte di preoccupazione.
D’altra parte invece, con un rischio maggiore, si hanno alcune patologie a trasmissione sessuale o parenterale in grado di evolvere in forme gravi fulminanti oppure con decorso (anche asintomatico) ma in grado di evolvere in forme croniche.

virus aids in attacco linfocita1Esistono molte infezioni che possono essere trasmesse, ma quelle più pericolose sono rappresentate dall’HBV cioè l’epatite B, l’HCV cioè l’epatite C, l’HIV cioè il veicolo dell’AIDS o la riemergente TBC.

In questa foto è possibile vedere i

virus HIV che attaccano un linfocita

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Da quando Alcock nel 1827 pensò di usare l’azione disinfettante dell’ipoclorito di sodio le tecniche di disinfezione e sterilizzazione sono notevolmente migliorate e gli operatori dentistici devono essere aggiornati ai più recenti standard.

L’obbiettivo dei procedimenti di prevenzione e controllo delle trasmissioni delle infezioni consiste nel ridurre la carica microbica tra gli individui, fra individui-strumenti e fra individui e superfici operatorie.

Ricordate che un paziente può essere inconsapevole della sua malattia, cioè non rendersi conto di essere un veicolo di contagio magari perché la patologia è ancora in incubazione e non presenta ne sintomi ne segni, può scordarsi di comunicarlo (per questo è importante una buona anamnesi), può essere reticente a comunicarlo.

Il cardine di un corretto approccio operativo è l’uso di protocolli a cui attenersi scrupolosamente. Questo indipendentemente dal paziente che abbiamo di fronte, ogni paziente deve essere considerato un possibile veicolo d’infezione.

batteriLe malattie infettive sono causate da germi monocellulari di diverse dimensioni comprese fra i 20 e i 20.000 nanometri.
Poiché un nanometro equivale alla milionesima parte di un millimetro, tutti questi microrganismi risultano invisibili ad occhio nudo e possono essere presenti in numero elevatissimo anche in una goccia di saliva o sangue.

Si intende quindi per infezione crociata il passaggio di malattia, tramite contagio diretto o indiretto, da un portatore di malattia infettiva ad un’altra persona.

Esempio di come si possono diffondere le patologie in maniera crociata.

contaminazione crociata

Si capisce come l’infezione crociata sia un circolo vizioso che coinvolge tutti gli operatori odontoiatrici, il personale di studio ed anche persone al di fuori dell’unità lavorativa.

Come possiamo impedire che vi sia un passaggio di contaminanti ( virus, batteri o funghi ) fra un paziente e il successivo, fra paziente e operatore e viceversa?

La strategia operativa per prevenire l’infezione crociata si basa su tre livelli:

  1. Protezione con sistemi barriera e massimo uso di prodotti monouso e monodose.
  2. Decontaminazione e disinfezione della zona operativa.
  3. Sterilizzazione di tutto lo strumentario.

In articoli successivi verranno illustrati questi tre fondamentali passaggi.

E’ quindi molto importante rivolgersi ad operatori laureati, cioè competenti, che adottano le misure corrette per impedire le infezioni crociate.

E’ diritto dei pazienti osservare l’ambiente, le procedure messe in atto per la prevenzione e fare domande per assicurarsi il livello qualitativo.

Dott. Jacopo Cioni

Jacopo


Una parafunzione deleteria: strappare il filo da cucire

Una parafunzione deleteria: strappare il filo da cucire

Questa è una parafunzione, cioè una funzione a cui si sottopongono i denti non corretta, che alla lunga può determinare grossi danni.

L’uso di strappare il filo da cucire con i denti è prassi comune, ma dove trova la sua massima espressione è in chi per lavoro cuce, cioè i sarti. Strappare il filo con i denti, anche se saltuario, deve essere evitato in quanto il trauma a cui sono sottoposti i denti impiegati può portare alla necrosi degli stessi, basta un unico trauma o una serie di piccoli traumi ripetuti nel tempo.

Il caso in oggetto riguarda una paziente di 76 anni. La paziente ha questa abitudine a strappare il filo da cucire fin dalla giovinezza e pur non essendo una sarta per professione ha sempre cucito in ambito familiare. Una pratica che ha portato a questi danni evidenti.

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Come si può notare ambedue i centrali presentano delle incisure nella zona centrale del bordo incisivo; queste sono dovute all’usura e al trauma ripetuto nello strappare il filo. L’elemento 11 inoltre presenta una frattura dello smalto che a partenza dalla incisura incisale percorre tutta la lunghezza del dente fino a spezzare una vecchia otturazione di 5° classe. Questa frattura dello smalto è estremamente pericolosa oltre che esteticamente brutta, in quanto può portare alla necrosi il dente o addirittura ad una frattura completa con rischio di perdere l’elemento dentario.

Dott. Jacopo Cioni

Jacopo


La menzogna inficia la verità: medicina

La menzogna inficia la verità: medicina

di Jacopo Cioni

bocca della veritàMescolare una verità con una menzogna rende la menzogna vera agli occhi di chi legge.

Oggi addirittura le menzogne passano come verità assoluta e quindi si è perso ogni rapporto con la verità stessa, tutto è trasformato in opinione e coloro a cui è stata assegnata una valenza maggiore di opinion leader hanno la verità in tasca ed espongono anche menzogne, trasformandole in verità.

Chi sostiene che la verità è un’interpretazione fa il gioco di chi vuole nasconderla. La verità è sempre una e una sola, anche se non è dato conoscerla.

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Uso eccessivo di colluttori alla clorexidina

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Uso eccessivo di colluttori alla clorexidina

La clorexidina è una di quelle molecole, una delle poche, che usata a livello orale permette un controllo della crescita batterica. Ha però degli effetti collaterali, specie nell’uso prolungato. Tende ad alterare il gusto in maniera reversibile al cessare dell’uso, tende a diminuire il suo effetto nel corso del tempo e tende a macchiare i denti, macchie facilmente asportabili con una igiene orale.

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Le fotografie di questa paziente mostrano queste macchie in condizione di uso eccessivo e prolungato nel tempo.

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Jacopo Cioni

Jacopo

 


PERCHE’ QUESTA PAGINA WEB

denti

PERCHE’ QUESTA PAGINA WEB

 

Questo sito Web dentista in rete ( www.dentistainrete.it ) nasce per fornire informazioni al pubblico su un argomento specifico, la bocca e gli organi ad essa relativi. Il sito è legato al nostro studio dentistico in Firenze.

Spesso argomenti in campo medico sono trattati in maniera sin troppo professionale, con dovizia di particolari e parole di lessico complesso, risultando quindi di difficile comprensione per un pubblico inesperto in materia.

Viceversa il tentativo di semplificare determina molto spesso fraintendimenti e mal interpretazioni.

Il sito è dedicato a tutte le persone che hanno bisogno d’informazioni il più chiare possibili, usando termini più comprensibili possibile.

Questa esposizione molto poco professionale agli occhi di un collega sembrerà impropria ma ciò non ha importanza non è certo il medico o l’odontoiatra che hanno bisogno di queste informazioni.

La veste che si conferisce al sito è volutamente così, semplice e diretta un serie di domande e risposte.

Vi invito quindi a mandare le domande all’indirizzo mail info@dentistainrete.it ; le mail saranno pubblicate con una risposta il più esauriente possibile e per comodità dell’utente verrà fornita una risposta anche via mail.

E’ doveroso inoltre chiarire alcuni punti:

1) questo sito non ha nessun scopo di lucro.

2) per doverosa informazione, si ricorda che la visita medica effettuata dal proprio medico abituale rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico. I consigli forniti in questo sito web devono essere intesi semplicemente come suggerimenti di comportamento.

3) verificate sempre che il vostro dentista sia regolarmente laureato e non sia un abusivo che esercita impropriamente. Cercate sul sito degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri al sito www.fnomceo.it nella rubrica cerca un medico e cerca un dentista.

4) In considerazione della particolare delicatezza degli argomenti trattati si suggerisce di non inviare dati personali. Ne caso questo avvenga i dati saranno eliminati nella pubblicazione. Immettere dati sensibili nette a rischio l’utente ad una possibile individuazione da parte del lettore. Il presente sito web non necessita di nessuna registrazione proprio per evitare rischi in tal senso. Tutto questo a tutela degli utenti secondo la legge sulla privacy. Quindi si raccomanda:

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- Di evitare durante la descrizione della propria esperienza o nel descrivere il  proprio stato di salute di inserire riferimenti a luoghi, persone, circostanze e contesti che consentano anche indirettamente di risalire alla propria identità.

- Porre attenzione sull’opportunità di pubblicare o meno foto o video che consentano di identificare o rendere identificabili persone e luoghi.

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- L’autore del sito rende noto che i messaggi mail ricevuti sia che abbiano una risposta o meno che siano pubblicati o meno saranno conservati solo per il tempo necessario e poi cancellati.

- Non saranno assolutamente pubblicati indirizzi mail degli utenti e se conservati lo sono solo come riferimento della richiesta fatta.

Dott. Jacopo Cioni

Jacopo


Un centrale con radice perforata

Un centrale con radice perforata.

 

La paziente si presenta in studio per un problema all’elemento 1.1, cioè il centrale superiore di dx.

La storia clinica di questo centrale comincia all’età di 8 anni quando per un evento accidentale si frattura. Il dentista all’epoca devitalizza il dente e lo ricostruisce in composito. La paziente oggi di 30 anni non è disturbata dall’aspetto estetico del centrale, francamente non bellissimo e più scuro del contro-laterale, ma dal fatto che vestibolarmente il dente presenta una perdita continua di materiale e al disopra di esso è presente una fistola.

1.1 fistolaLa foto non è eccellente, ma si può notare il centrale di dx più scuro, il gemizio a livello del colletto e la fistola alta nel fornice.

 

 

 

 

 

Si procede aprendo un accesso sulla faccia palatale del dente sino a ritrovare la camera pulpare.

Il dente non presenta una terapia canalare congrua, anzi data la totale assenza di materiale di riempimento si sospetta che non sia stata eseguita nessuna terapia canalare o al massimo il canale sia stato riempito con idrossido di calcio che con il tempo si è riassorbito.

 

 

3 centrale fratturatoNella realtà la terapia canalare era stata tentata in quanto dopo una prima esplorazione si capisce che la radice è perforata lateralmente. Probabilmente il dentista nel tentativo di trovare il canale si è approfondito troppo con la fresa perforando la radice. Viene introdotto un cono di guttaperca che fuoriesce dalla perforazione e, come si evidenzia nella foto, fuoriesce dal tragitto fistoloso.

2 fistola su centrale

Viene recuperato il canale originale e scattata un’altra radiografia a conferma del  nostro corretto posizionamento.

4 centrale fratturato canale all'apiceSi nota in questa radiografia come la posizione del cono di guttaperca è centrale ed arrivi fino all’apice radicolare rispetto alla precedente dove il cono piegava sul fianco per uscire dalla perforazione.

 

 

 

 

 

 

La dimensione della perforazione e la localizzazione abbastanza coronale ci hanno fatto optare per una sigillatura della perforazione stessa con MTA e poi a distanza di alcuni giorni sigillare il canale con tecnica a caldo mediante guttaperca.

5 dopo chiusura con MTA

 

Viene eseguita una radiografia per valutare la chiusura mediante MTA, evidenziata nell’Rx da un tappino bianco.

 

 

 

 

6 post chiusura2

 

Una nuova Rx è stata scattata a distanza di pochi giorni topo il termine della terapia canalare per valutare la corretta chiusura endodontica.

 

 

 

 

 

Dott. Jacopo Cioni

Jacopo


Attenzione che il tuo dentista sia un dentista

Attenzione che il tuo dentista sia un dentista

Uno dei fenomeni che si verificano in Italia è quello di osservare la presenza sovente di operatori sanitari che non hanno le qualifiche per il lavoro che svolgono. Questo fenomeno è molto esteso in campo dentistico. Per un totale di 45.000 dentisti in Italia sembra ci siano 30.000 abusivi, cioè persone che non hanno i titoli di studio per operare in questa disciplina medica.

Il paziente incosciamente può affidarsi a queste persone senza saperlo, rischiando la propria salute sia a livello orale che sistemico dato che molto spesso queste persone non adottano i corretti protocolli per la prevenzione delle infezioni crociate mettendo a rischio i pazienti stessi di essere infettati con l’epatite B o C o anche con l’HIV il virus dell’AIDS.

Spesso le persone considerano il dentista una professione avulsa dalla medicina ma non è così. Operare in campo odontoiatrico comporta gli stessi rischi che in qualsiasi campo della medicina e ha influenze sistemiche e locali anche molto gravi. Il dentista è un medico che si occupa di un settore specifico e con conoscenze specifiche e generali che un abusivo non è in grado di avere dato che ha saltato il percorso di studio necessario.

Esistono dei pazienti che consci di essere curati da un abusivo lo preferiscono ad un laureato e competente medico, spesso lo fanno credendo che i costi siano inferiori o che l’abilità si giudichi solo da alcuni parametri quali la parlantina e la simpatia, ma il costo biologico e anche monetario per grossolani errori si paga a distanza di alcuni anni.

Molti colleghi ritengono che sia un fenomeno che alla fine ci permette di guadagnare di più dato che questi pazienti prima o poi si presenteranno da noi con gravi danni per cui dovranno pagare per una risoluzione. Lo ritengo un pensiero sbagliato perchè il primo dovere di un medico è non nuocere e rendere edotti i pazienti sul rischio che corrono a farsi curare da chi non è competente è un modo per impedire che i pazienti stessi nuocciano a se stessi.

Vi fareste curare da questo signore?

dentista strada

No?

Bene, allora controllate sempre che il dentista da cui andate sia laureato, ha l’obbligo di esporre la laurea e l’abilitazione, ma per maggior sicurezza controllate al sito web dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri se chi vi cura è davvero un medico.

Controlla adesso: Ordine dei Medici e degli Odontoiatri

Se ti accorgi che chi ti ha curato sino ad adesso non è un vero dentista denuncialo ai Carabinieri o ad i NAS e ricorda che puoi non pagarlo in quanto non ne ha il diritto e se ha determinato dei danni puoi denunciarlo per farti rifondere i danni subiti.

Dott. Jacopo Cioni

Jacopo


Come lavare i denti

Come lavare i denti

Il corretto spazzolamento è la base della prevenzione delle malattie della bocca.

E’ molto importante rimuovere la placca dentale perchè questa è alla base di molti processi patologici che affliggono la nostra bocca. Sia la carie che la malattia paradontale sono causate dalla placca batterica. 

La placca batterica è una sostanza appiccicosa formata da residui alimentari e microrganismi (soprattutto batterei ma anche virus e funghi) che si stratifica sia sui denti che sulle gengive, è quindi importante che lo spazzolamento non si limiti solo ai denti, ma coinvolga anche le gengive e la lingua.

La carie si genera perchè i batteri si nutrono dei residui alimentari e hanno come prodotto di scarto un acido (acido lattico) che causa una decalcificazione dello smalto. Questa demineralizzazione dello smalto provoca un indebolimento e una penetrazione della carie. Nella malattia paradontale i batteri sono responsabili di una infiammazione gengivaria che induce una risposta immunitaria, il combattimento fra le nostre cellule e i batteri portano a danni al legamento paradontale dei denti e all’osso dove sono allocati.

Gli strumenti atti ad una buona igiene domiciliare sono stati riportati in questo articolo: LEGGI L’ARTICOLO

Una buona igiene orale necessita di tempo, uno spazzolamento che dura meno di 2 minuti non sarà efficace e non importa quante volte al giorno si lavano i denti se vengono lavati male. Meglio lavarli una volta in meno ma in maniera corretta. I corretto protocollo vorrebbe un lavaggio ogni qualvolta si mangi qualcosa ma il lavaggio corretto dopo i tre pasti principali è sufficiente ad una buona igiene orale.

In posizione eretta davanti allo specchio si tiene il braccio in posizione orizzontale. Il movimento corretto è una rotazione dell’avambraccio in maniera da muovere lo spazzolino con una rotazione analoga. Quindi, posizionate le setole sulla gengiva ed eseguite la rotazione verso il dente poi riposizionate lo spazzolino di nuovo sulla gengiva del dente successivo e ripetete l’operazione. Come zappettare. Lo stesso movimento deve essere ripetuto su tutte le superfici, davanti e dietro. Solo la parte triturante verrà lavata in maniera diversa con un movimento avanti e indietro in maniera da pulire bene i solchi.

spazzolamento

Tutte queste operazioni devono essere fatte per pulire ogni superficie dei denti e delle gengive e possono, anzi devono essere ripetute più di una volta. Ecco perchè essere sotto i due minuti di tempo indica un lavaggio scorretto.

spazzolamento 2

Terminato di lavare i denti si esegue uno sciacquo vigoroso con acqua o colluttorio, ricordiamo sempre che l’acqua deve essere tiepida, sia per veicolare meglio il fluoro contenuto nei dentifrici sia per non traumatizzare lo smalto con sbalzi termici inutili.

Il raschia-lingua è uno strumento che permette di rimuovere la placca dalla lingua e si usa come potrebbe essere usato un rastrello, appoggiandolo sulla parte posteriore della lingua e strusciandolo verso la punta.

raschialingua

Passiamo al filo interdentale

Il filo interdentale molto spesso viene usato in maniera impropria, si pensa che introdurlo fra dente e dente ed estrarlo, magari più di una volta, sia il suo corretto uso. Questo è sbagliato non solo perchè non si rimuove bene la placca batterica ma anche perchè l’uso violento può danneggiare la papilla sottostante.

Il filo interdentale deve essere introdotto delicatamente fra dente e dente e poi lo si deve orientare in maniera da abbracciare la superficie del dente da pulire, al quel punto si estrae lentamente. Si introduce nuovamente nello stesso spazio e si abbraccia la superficie del dente accanto. Questa operazione deve essere ripetuta su ogni superficie interdentale.

 

filo interdentale 2

Da ricordare sempre che il filo è monouso, una volta usato va gettato e lo spazzolino deve essere sostituito ogni qualvolta si evidenzi un cedimento delle setole e comunque sempre ogni 3 mesi.

Dott. Jacopo Cioni

Jacopo