Fasi di preSterilizzazione dello strumentario.

Dott. Jacopo Cioni

Estratti di appunti usati per la pubblicazione su wikipedia

Un piccolo preambolo. La lettura di questi articoli ha lo scopo di spiegare, sommariamente, perchè e come si riporta un ambiente contaminato e degli strumenti contaminati durante un intervento operativo ad una condizione di nuovo utilizzo.

La sequenza più opportuna di lettura è:

  1. Le infezioni crociate
  2. Sistemi Barriera
  3. Decontaminazione e disinfezione della zona operativa
  4. Fasi di pre-Sterilizzazione dello strumentario
  5. Sterilizzazione

Fasi preliminari della presterilizzazione

Per legge la procedura di sterilizzazione deve essere compiuta garantendo la sicurezza dell’operatore; questo avviene con l’uso di guanti, preferibilmente antigraffio, indumenti protettivi e dispositivi di protezione del volto da schizzi di sostanze contaminate, come le mascherine oro-nasali, occhiali protettivi o meglio schermi protettivi. È importante che il trasporto da un’area all’altra del materiale da sterilizzare debba avvenire mediante griglie o bacinelle in maniera da ridurre il contatto accidentale con l’operatore e con l’ambiente circostante.

Prima della sterilizzazione vera e propria è inoltre disposto di seguire una serie di procedure preventive. Queste procedure hanno lo scopo di proteggere l’operatore, diminuire la carica microbica, rendere l’azione sterilizzante più efficace. È sconsigliabile sciacquare gli strumenti prima della disinfezione in quanto in questo modo si permette una diffusione dei germi, nel lavandino, sul camice ecc.

Queste procedure possono essere riassunte in 5 punti:

  1. Decontaminazione;
  2. Detersione;
    1. A Mano
    2. Con Ultrasuoni
    3. Con Termodisinfettore
  3. Risciacquo;
  4. sciugatura;
  5. Confezionamento;
    1. Manutenzione degli strumenti
    2. Controllo
    3. Imbustamento
  6. Caricamento dell’autoclave

Una volta raccolto il materiale come indicato “Decontaminazione e disinfezione della zona operativasi provvede a trasportato in apposite bacinelle o griglie per evitare contaminazioni durante il percorso e per salvaguardare l’operatore.

Disinfezione

Gli strumenti vanno sottoposti al ciclo di disinfezione velocemente prima che si abbiano formazioni di incrostazioni o coagulazioni di sangue o siero.
La decontaminazione preventiva deve essere eseguita come dispone l’art. 2 del Decreto del Ministero della Sanità dal 28/09/1990, allo scopo di ridurre la carica batterica presente sugli strumenti, rendendo meno rischiosa la manipolazione da parte degli operatori.
Essa permette inoltre una rimozione di residui organici presenti sugli strumenti.

Possono essere usati diversi agenti chimici come soluzioni di glutaraldeide al 2% per 30 minuti (recipienti chiusi per evitare l’evaporazione), oppure agenti ossidanti stabilizzanti al 2% per 30 minuti. Se il materiale non è soggetto alla corrosione vanno bene anche clorodonatori allo 0.5-1% per 30 minuti. La sostituzione della soluzione deve essere giornaliera.

Detersione

Una volta subito il processo di disinfezione gli strumenti devono essere lavati con appositi detergenti che eliminano i residui di sporco e le sostanze organiche presenti. Questo processo può essere eseguito:

  • A mano: se non ci sono macchinari atti allo scopo la detersione si può effettuare anche manualmente, si usano detergenti e spazzole con manico lungo e scovolini. L’operazione deve essere eseguita sempre sotto getto d’acqua. La temperatura dell’acqua non deve superare i 45°C per evitare la coagulazione di residui di materiale proteico, in seguito la temperatura può essere portata fino a 95°C.
  • Ultrasuoni: la detersione con ultrasuoni consente di limitare la manipolazione da parte dell’operatore. Attraverso un processo di cavitazione si ottiene la pulizia anche di zone di difficile accesso quali interstizi o corpi cavi. L’azione della soluzione è esaltata inoltre dalla possibilità di innalzare la temperatura. L’azione degli ultrasuoni, del disinfettante e la possibilità di portare lo stesso ad una temperatura ideale di 40-45°C permettono una disinfezione in soli 15 minuti riducendo dell’ 80% i tempi necessari. Gli ultrasuoni permettono di riunire la fase di disinfezione e di detersione.
  • Termodisinfettore: questo apparecchio consente di riunire la fase di decontaminazione, detersione e lavaggio. Esegue un ciclo di 10 minuti a 93 °C con lavaggi di soluzioni detergenti e disinfettanti. Il risciacquo e l’asciugatura sono spesso compresi nel ciclo.

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Risciacquo

Il risciacquo si esegue sotto acqua corrente tiepida.

Asciugatura

Il materiale deve essere asciugato accuratamente in maniera da garantire la migliore conservazione. E’ preferibile asciugare con salviette monouso, oppure con teli morbidi e puliti, oppure con aria compressa.

Confezionamento

Il centro di sterilizzazione dovrebbe prevedere una suddivisione fra settore sporco, pulito e uno sterile.

  • Il settore sporco comprende l’area di ricezione del materiale contaminato, con piani d’appoggio, vaschette di raccoglimento degli strumenti, lavello, eventuali lavatrici o ultrasuoni, ecc.
  • Il settore del pulito ha lo scopo di raccogliere il materiale per prepararlo alla sterilizzazione, ovvero alla manutenzione e al confezionamento; devono essere presenti piani d’appoggio, termosigillatrice, buste, ecc.
  • Il settore sterile è un piano d’appoggio dove il materiale transita prima di essere inviato al magazzino.

Prima di procedere al confezionamento si esegue una manutenzione degli strumenti che la richiedano. Si segue la lubrificazione di forbici, portaaghi, pinze emostatiche, pinze da avulsione, lubrificazione dei manipoli ecc.

Si deve eseguire un ultimo controllo per verificare la presenza di contaminanti, (cementi, siero o sangue coagulato, ruggine ecc). Se si evidenzia la presenza d’impurità gli strumenti devono ricominciare un nuovo ciclo. Gli strumenti si suddividono secondo le esigenze dell’operatore sanitario.

Per l’imbustamento le buste di Kraft-polipropilene sono le più versatili per questo scopo: sono disponibili in varie misure, un lato è trasparente e ciò permette di riconoscere il contenuto, sono dotate d’indicatori di sterilità, sono termosaldabili. La saldatura dovrebbe avere una larghezza compresa tra 6 e 12 mm. ed eseguita ad una distanza non inferiore ai 3 cm. dal contenuto in maniera da evitare rotture accidentali; strumenti taglienti e acuminati dovrebbero essere incappucciati per scongiurare eventuali perforazioni.

Il confezionamento permette di mantenere la sterilità del materiale per un periodo prolungato, di solito 30 giorni, ovviamente se riposti in ambiente asciutto e senza sbalzi di temperatura.
Se si desidera raddoppiare il tempo di mantenimento della sterilità si può eseguire un doppio confezionamento.

Su ogni confezione vanno riportati ( meglio se con un’etichetta autoadesiva) una serie di dati:

Data della sterilizzazione e di scadenza
Codice dell’operatore che ha eseguito la sterilizzazione.
Numero progressivo del ciclo
Numero della macchina sterilizzatrice
Descrizione dell’articolo se non visibile

I primi cinque dati rappresentano il numero di lotto e vanno riportati anche sulla cartella clinica del paziente che usufruisce dell’uso di quel lotto.
Qualora s’imbustino oggetti voluminosi (un vassoio, un telo), esistono fogli adeguati che vanno usati secondo determinati schemi.

A questo punto si procede alla sterilizzazione che sarà oggetto di un altro articolo

Dott. Jacopo Cioni

Jacopo

 

 

Fasi di preSterilizzazione dello strumentario.

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