Decontaminazione e disinfezione della zona operativa

Dott. Jacopo Cioni

Un piccolo preambolo. La lettura di questi articoli ha lo scopo di spiegare, sommariamente, perchè e come si riporta un ambiente contaminato e degli strumenti contaminati durante un intervento operativo ad una condizione di nuovo utilizzo.

La sequenza più opportuna di lettura è:

  1. Le infezioni crociate
  2. Sistemi Barriera
  3. Decontaminazione e disinfezione della zona operativa
  4. Fasi di pre-Sterilizzazione dello strumentario
  5. Sterilizzazione

La disinfezione è il meccanismo con il quale è possibile rimuovere i microrganismi patogeni. In pratica disinfettando è impossibile eliminare ogni traccia di vita batterica, si può raggiungere un buon livello, ma non eliminare tutto, ad esempio alcune spore sopravvivano, per questa ragione gli strumenti operatori sono sottoposti a sterilizzazione. Per la disinfezione si usano sostanze chimiche o fisiche dotate di attività germicida.

Caratteristiche di un disinfettante ideale

  • Essere efficace.
  • Essere attivo contro i microbi indesiderati.
  • Avere un effetto tensioattivo.
  • Non essere inibito dal numero di batteri presenti.
  • Non essere inibito dal cloro.
  • Non essere inibito dal grado di purezza dell’acqua.
  • Non essere inibito dai saponi.
  • Non essere inibito da proteine.
  • Non essere volatile.
  • Essere privo di odori sgradevoli.
  • Non essere dannoso o pericoloso per il personale che lo maneggia.
  • Essere di basso costo.
  • Non essere dannoso per l’attrezzatura.
  • Essere in grado di agire per un tempo compatibile con l’organizzazione dello studio.
  • Essere in grado di agire per lungo tempo.

Ogni disinfettante ha un suo spettro d’azione, alcuni sono più attivi verso forme vegetanti altri verso le spore.

PRINCIPI ATTIVI DEI DISINFETTANTI

  • Fenoli
  • Basi di ammonio quaternario
  • Clorexidina
  • Alcoli
  • Agenti ossidanti
  • Alogeni
  • Aldeidi

E’ evidente che un disinfettante che riunisce tutte quelle proprietà non esiste. E’ di particolare importanza ricordare che la curva di letalità di una popolazione aggredita con un disinfettante ha un andamento asintotico. Dopo una fase iniziale di abbattimento, si evidenzia una flessione che fa scendere l’azione verso lo zero infinito. Per ovviare alle carenze di un  disinfettante l’industria spesso crea soluzioni di disinfettanti diversi per migliorare le qualità del prodotto impiegato.

Azione di un disinfettante sui microrganismi

La differenza fra pulire un’ambiente o disinfettare o ancora sterilizzare è notevole:

PULIZIA: Rimozione di sporco e residui organici da superfici, oggetti, cute, mucose. In genere si effettua con acqua e detergenti.
DECONTAMINAZIONE: Insieme di procedure atte a rimuovere meccanicamente i residui di materiale organico e inorganico da una determinata zona, area strumentario, in modo da ridurre la carica microbica e da consentire ad agenti disinfettanti e/o all’energia sterilizzante di agire in modo completo.
ANTISEPSI: Eliminazione o inibizione alla moltiplicazione di microrganismi sui tessuti viventi, per ottenere questo scopo si usa un ANTISETTICO.
DISINFEZIONE: Procedimento mediante il quale è possibile eliminare microrganismi patogeni dalle superfici inanimate. Per ottenere questo scopo si usa un DISINFETTANTE. La disinfezione non è in grado di eliminare tutti i microrganismi, ad esempio le spore sopravvivano.
STERILIZZAZIONE: Utilizzazione di metodi chimici o fisici atti ad ottenere la distruzione totale di microrganismi, incluse le spore batteriche.

Procedura corretta per una disinfezione sala operatoria

Aprire le finestre per ventilare l’ambiente, questa pratica è importante per eliminare l’aereosol in sospensione. Molto comodi sono i depuratori d’aria che permettono un filtraggio e una decontaminazione dell’aria.

Si attivano le turbine, i micromotori e le pistole aria-acqua facendoli girare, preferibilmente con un aspiratore ad alta velocità che raccolga il getto, in modo da scaricare eventuali contaminanti. Il tempo di funzionamento deve essere almeno 2minuti.

Raccogliere gli strumenti non monouso in un apposito contenitore per oggetti contaminati.

I liquidi contaminati si versano nella bacinella, che sarà poi disinfettata in maniera appropriata.

Raccogliere il materiale monouso e porlo nei sacchi per rifiuti speciali, quello che non è monouso deve essere raccolto in un apposito contenitore per oggetti contaminati.

I materiali taglienti sono trattati mediante pinze in maniera da ridurre il rischio di contatto.

Si passa alle pulizia e disinfezione delle superfici

L’aspiratore chirurgico, data la sua funzione, è un vero e proprio ricettacolo di germi. E’ sempre consigliabile usare la cannula terminale monouso in maniera da essere gettata e rinnovata per ogni paziente. Per i tubi di aspirazione si prepara una soluzione disinfettante (clorodonatori allo 0.14%) di almeno 2.5l e si esegue l’aspirazione della stessa. A fine giornata i raccordi vengono smontati i filtri vengono puliti e disinfettati con la stessa soluzione. Se i riuniti lo consentono si esegue una disinfezione automatica degli aspiratori e dei manipoli.

Si procede alla disinfezione delle superfici con panni monouso imbevuti di soluzioni disinfettanti ( clorodonatori 0.11% oppure glutaraldeide al 2%), Si parte da zone a bassa contaminazione per arrivare a zone ad alta contaminazione sostituendo spesso il panno. Le superfici da trattare comprendono: piani di lavoro, poltrona, riunito, annessi (cordoni degli strumenti, bacinella, tubi d’aspirazione, comandi manipoli, lampada, ecc.), seggiolini, apparecchio radiografico, superfici toccate accidentalmente.

  

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Nei riuniti dotati di parti asportabili e autoclavabili si smontano le parti e si inviano alla sterilizzazione.

In caso che delle superfici siano state in contatto con grossolane porzioni di sangue e liquidi biologici è necessario usare soluzioni d’alto livello (clorodonatori al 1% o glutaraldeide al 2%) e lasciare agire la soluzione per un tempo di 10 minuti (il procedimento è da ripetere più volte).

Si esegue poi una pulizia del pavimento utilizzando un sistema umido in maniera da impedire il sollevamento di polvere e contaminanti che ricadrebbero su superfici già disinfettate. Conviene adoperare due secchi, uno con la soluzione disinfettante e uno per il risciacquo.

La procedura di sanificazione può essere completata da una di sanitizzazione, cioè spruzzare le superfici con un disinfettante e lasciarlo asciugare senza strofinare in maniera da allungare il tempo di contatto.

Uno studio medico deve sempre mantenere il massimo controllo dell’ambiente operatorio, sia per la salute dei pazienti che degli operatori. Oggi assistere ad una trascuratezza nel trattare la sala operatoria è inammissibile anche se ancora si riscontra questa malpratica specie in ambienti gestiti da abusivi.

Dott. Jacopo Cioni

Jacopo

 

 

Decontaminazione e disinfezione della zona operativa

2 pensieri su “Decontaminazione e disinfezione della zona operativa

  • 17 Marzo 2016 alle 22:07
    Permalink

    Ho una mega.paura e sto male ad andare dal dentista e fare l’anestesia. .ma ho i denti da sisitemare ne ho parecchi rotti e marci da estrarre ma è piu forte di mei viene capogiri e sto male.a fare.lanestesia in bocca come posso.fare secomdo.lei om un maxillo facciale con anrstesia.totale mi sistemamo la.bocca? Grazie se mi risponderà. ..

    Rispondi
    • 19 Marzo 2016 alle 17:55
      Permalink

      Salve

      Dipende dalla ASL della sua zona o in alternativa un privato che opera in clinica privata sotto narcosi o in sedazione cosciente nel proprio studio.

      Dott. Jacopo Cioni

      Rispondi

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